attività ACA

Associazione Carpigiana Aeromodellisti

4 maggio 2006

Recensione Pheonix Model Magic EP

Pheonix Magic EP ARF  
 

 

Modello elettrico quasi pronto al volo, proposto da Pheonix Model, con struttura in balsa ricoperto con Oracover.

Clone del ben più famoso Jumping Jack, si è rivelato un buon modello, grazie al suo costo contenuto.

 

 

 

 Comincio questa recensione snocciolando qualche dato tecnico del modello.

Apertura Alare 1020 mm

Lunghezza 950 mm

Profilo biconvesso simmetrico

Radio a 5/6 canali

Peso ODV 640 gr

Motore Hacker A20-22L

Variatore Jeti 18A Brushless

Elica 10×4.7 Overplast

Batteria 3S1P 2100 Thunder Power

Ricevente Jeti Rex 7 MPD

 

 

La cosa che per prima mi ha convinto all'acquisto di questo modello è il suo prezzo contenutissimo. A dispetto di modelli simili concorrenti, questo costa mediamente meno di 90 €. E' completo di tutto l'occorrente per l'assemblaggio, squadrette e carrellino posteriore in vetronite, rinvii già sagomati a misura, nottolini per i servocomandi, carrello in filo d'acciaio, ruote ultraleggere in spugna, cappottina pretagliata ed un bel set di adesivi da rifilare ed applicare.

L'assemblaggio 

Appena aperta la confezione, si scopre un'elevata qualità di costruzione, i vari pezzi in balsa sono tagliati al laser, con incastri, incollati alla perfezione e rivestiti con uno splendido e lucente Oracover rosso trasparente. Altra cosa che salta letteralmente all'occhio, è la possibilità di smontare l'ala, che viene fissata al modello tramite una baionetta in carbonio che funge anche da longherone, e due viti in metallo per ala.

Le cerniere sono già poste nella loro sede, basta controllare il giusto allineamento e far filtrare qualche goccia di cianoacrilato liquido, per far sì che il tutto si fissi in modo permanente.

  Una volta tagliato la copertura, si passa al fissaggio dei servocomandi, io ho utilizzato degli Hitec Hs 65, precisi e funzionali, con i quali, però, ho dovuto eseguire un piccolo lavoro di limatura della balsa, in modo da poterli far scivolare nelle apposite sedi. Nulla di complicato comunque. Una volta fissata l'ala con il sistema già descritto in precedenza, mi sono occupato del piano di quota. Quest'ultimo viene semplicemente infilato nella sua sede. Poichè mi sembrava che la superficie di incollaggio fosse decisamente scarsa, ho rimosso parte dell'oracover ed ho incollato quattro listelli triangolari di balsa allo stesso, poi incollati in fusoliera, sempre con il solito cianoacrilico. Li ho poi verniciati con Clear Red Tamiya in modo da mascherare la modifica, e renderla di fatto invisibile.

Il motore si fissa su di un apposito castello in legno, già sagomato in modo da ottenere il giusto rapporto di anticoppia. Più complicato invece, il fissaggio delle batterie, le quali hanno sì uno sportello leggerissimo già predisposto, ma manca il supporto vero e proprio. Ho dunque proceduto a crearne uno in compensato di 3 mm, posizionatoin modo che la batteria si trovi perfettamente in linea con l'ala, così da non avere poi scompensi in volo. Supporto sul quale poi ho applicato del velcro adesivo, per il fissaggio del pacco lipo.

Ottima la soluzione del carrello fatto con filo d'acciaio, poco estetico ma funzionalissimo, questo infatti permette anche qualche atterraggio brusco, flettendosi evita la rottura della fusoliera.

La naca motore in plastica termoformata è già pretagliata e verniciata, mancano solo i fori per il motore e la presa d'aria, un colpo di dremel e il gioco è fatto.

Il volo

Molto reattivo, fin troppo, meglio impostare corse ridotte al 70% ed esponenziali almeno al 35/40% su tutte le parti mobili. Effettivamente il modello è concepito in modo da avere moltissima cosra sulle parti mobili, gli alettoni in particolare, raggiungono angolazioni sia in salita che in discesa di circa 80°. Qualche piccolo circuito per provare il centraggio e lo stallo, sempre molto docile, ed ecco che si comincia subito con qualche figura acrobatica di base per prendere confidenza. Fortunatamente ho deciso in fase di montaggio, di applicare dell'adesivo bianco sulle estremità inferiori delle ali e del pianetto, La grafica monocolore e trasparente, fa si che sia facilissimo confondere la direzione e la posizione del modello. Comunque il modello si comporta molto bene, sia snap roll che tonneau sono facilissimi, in rovescio richiede una leggera compensazione di elevatore. In coltello richiede qualche piccola correzione di elevatore, e pochissimo direzionale se lo si esegue in velocità, con meno motore richiede più timone, ma resta sempre controllabilissimo.

 Grazie al suo profilone alare, resta molto controllabile anche in passaggi lentissimi, sia con la miscelazione elevatore/alettoni che senza.

Esegue senza troppi problemi anche l'hovering ed il torque roll, con una piccola dose di alettoni a destra, resta bello fermo, senza nemmeno richiedere controlli mostruosi su profondità/direzionale. Il motore non è abbondantissimo, ma suffuciente a togliersi dai guai in caso di errore. D'altronde il peso ODV non è contenutissimo, specialmente utilizzando le 2100, forse con batterie più leggere si potrebbe migliorare, ma la stretta fusoliera non da molto spazio al posizionamento delle celle.

In atterraggio, nonostante il peso, è docile, si toglie motore ad una quota di 3 o 4 metri, una volta allineati alla pista, e lo si lascia scendere, "tirandolo" solo negli ultimi centimetri, ed ecco che si posa dolcemente senza scossoni, ovviamente dopo averci preso un pò di confidenza.

Conclusioni

Modello valido, economico ma ben costruito, dal volo preciso, nonostante qualche gioco sulle parti mobili. Dall'aspetto curioso, che lo rende simile ad una carpa giapponese, si rivela un oggetto ottimo per chi desidera un piccolo F3A/3D.

PRO:

– Prezzo contenuto

– Si assembla in poche ore di lavoro

– Istruzioni fotografiche molto chiare

– Volo preciso

– Ala smontabile

CONTRO

– Richiede un pò di inventiva per il fissaggio delle batterie

– Utilizzando il castello originale non si possono montare motori di categoria superiore

– Monocolore trasparente, richiede l'applicazione di qualche adesivo supplementare per non confondersi durante il volo

– La copertura in alcuni punti è un pò rugosa, per stendere l'oracover al meglio, si deve scaldare con il phon, attenzione dunque a non scaldare troppo.

 

Voto finale: 7½/10

 

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